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Alpini, un viaggio del cuore chiamato passione.
Un giorno ricevo una e-mail del tutto particolare... inizio a leggere con interesse e dopo poche battute ho un sussulto. La parola "Alpini" mi fa sobbalzare, sento un brivido lungo la schiena... mi avvicino ulteriormente allo schermo, ho paura che la vista già birichina mi faccia perdere qualche parola... "Buongiorno, sono un collezionista di articoli militari... sto cercando disperatamente due coppie di mostrine... la invito a visitare il mio sito www.truppealpine.it ...potrebbe aiutarmi? Aiutarti? Caro Oscar, non credo riuscirai mai ad immaginare cosa hai acceso in me con quella e-mail nonostante io abbia potuto poi raccontarti. Fra di noi inizia immediatamente uno scambio di battute, di pensieri, di sensazioni e la tastiera del pc si surriscalda, mi fanno male i polpastrelli, ma scrivo, scrivo, ti racconto di mio padre, alpino anche lui a Tarvisio alla fine degli anni cinquanta e... scomparso da poco. Scomparso come solo gli alpini sanno fare... con la dignità e la forza che li contraddistingue da sempre. Mi lascio andare e comincio a parlarti di lui, di quante cose so sugli alpini che papà mi raccontava e di come da piccola mi addormentavo tra le sue braccia alle parole di canzoni come Ta-pum... dei tanti raduni visti solo in televisione purtroppo ma di quel raduno di qualche anno fa in provincia di Rieti, dove lui, già rimasto invalido a seguito di ictus, fu salutato dal corteo dei suoi commilitoni in sfilata... e di me che avevo fatto un viaggio per Roma e da Roma per tornare col suo cappello dalla penna nera! Ma chi è Oscar Barcella? E' stranamente giovane, e dico stranamente perché mi ha stupito il fatto che un ragazzo, non ancora trentenne potesse nutrire un amore viscerale per un corpo epocale come quello degli Alpini. L'amore per lui è sbocciato durante il servizio militare proprio nel corpo degli Alpini e la passione lo ha rapito fino al punto di mettere su un museo privato di oggetti appartenuti al corpo. Ha cominciato a cercare cappelli, mostrine, simboli e decorazioni prima nei negozi di articoli militari e nei mercatini vicino casa... poi ha allargato i propri confini con le aste in internet e contattando altri siti dedicati al collezionismo militare. La sua passione la vive e la canta portando in giro per ogni luogo, insieme ai suoi compagni del coro della Brigata Alpina Tridentina, i canti dei "veci". Ma la scintilla vera e propria l'ha accesa Manuela, sua moglie, che forse nemmeno sapeva cosa avrebbe scatenato in suo marito il libro di Giulio Bedeschi "Centomila gavette di ghiaccio" dal giorno in cui glielo regalò. Oggi Oscar continua con la sua inarrestabile ricerca dei pezzi mancanti ed ha messo online la sua collezione con il sito www.truppealpine.it Un sito non per sé ma per tutti, per mettere il cuore d'alpino nel cuore di tutti, per fare insieme a lui un fantastico viaggio del cuore chiamato passione!
"GLI ALPINI ARRIVANO A PIEDI LA’ DOVE GIUNGE SOLTANTO LA FEDE ALATA!" (frase tratta da "Centomila gavette di ghiaccio")
Immagini che hanno fatto la storia degli Alpini
Buste primo giorno di emissione - CAI Centenario della fondazione 1963
Il corteggiamento - cartolina d'epoca
Alpini della Divisione "Julia" - La grande battaglia nell'ansa del Don
Gli Alpini sfilano a Trieste Immagine tratta dalla Domenica del Corriere del 3 maggio 1931
Copertine del settimanale "La Guerra italiana" del 1915
Busta primo giorno di emissione 9.11.1967 - 50°
Copertina de "La Domenica del Corriere" 6-13 luglio 1919 - La sfilata dei nostri atleti all'inaugurazione dello Stadio Pershing al Bois de Vincennes a Parigi (disegno di A. Beltrame)
CUORE DI ALPINO. Giuseppe Tosone, un erculeo alpino del battaglione "Aquila" era stato informato che suo fratello Vero, appartenente allo stesso plotone, era stato ferito da una scheggia di granata durante un attacco greco. Senza battere ciglio, egli raccoglieva un telo da tenda, lo riempiva di bombe a mano e di corsa, sotto il fuoco, raggiungeva un troncone d'albero, e di là, con la massima calma, lanciava tutte le bombe, una dietro l'altra, nella trincea nemica. Ritornato, per la seconda volta ripeteva le gesta, ma esaurito il secondo carico di bombe, mentre si allontanava, veniva raggiunto da un proiettile nemico. Per fortuna né la sua ferita, né quella del fratello che egli aveva voluto vendicare, erano gravi. (Immagine e testo tratti dalla copertina di un vecchio quaderno scolastico - Proprietà artistica riservata de "Il Mattino Illustrato")
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