E’ questo il titolo della
mostra che i due pittori, Leonblas e Nic, propongo alla città di Catania nel
periodo compreso tra il 2 ed il 31 dicembre 2006.
Una mostra che ha il sapore di
una “prima” ma che, per certi versi, fa da filo conduttore con le precedenti
esperienze dei due artisti, la cui poetica si muove senza difficoltà o
timori reverenziali all’incrocio tra il simbolismo, il surrealismo e la
metafisica, senza però sconfinare apertamente nell’una o nell’altra delle
tendenze pittoriche che hanno dominato l’arte, nel senso più lato del
termine, del XIX e del XX secolo. Le visioni evocate non sono certo quelle
dell’infinita sequenza di santi con cui la chiesa dei secoli scorsi
catechizzava i fedeli e che trovavano espressioni nelle geniali opere dei
grandi maestri come il Guercino, lo Strozzi o del Caravaggio, né tanto meno
un semplice panoramica del mondo intimista dei due artisti. Le visioni sono
qui una trasposizione indiretta di stati d’animo e di emozioni, di sogni che
pure non rimangono scollegati dalla rappresentazione in qualche maniera
impegnata della realtà che li circonda e del peso dell’essere contemporanei.
Da un lato dunque, l’affascinante mondo a confine tra realtà e sogno e le
condizioni più intime dell’animo umano si traducono in immagini analogiche
attraverso dei simboli; dall’altro la realtà medesima e la contemporaneità,
intesa come vissuto, non sfuggono trovano spazio attraverso la
rappresentazione di figure, spesso appena abbozzate, o linee geometriche che
richiamano le città metropolitane.
Non è fuori luogo dunque
richiamare le esperienze dei maestri del
simbolismo, non solo francese, da Odilon Redon, per il quale <<…la cosa più
importante non è la rappresentazione della realtà come essa appare…>>, a
Emile Bernard , ai “tedeschi” Gustav Klimt e Arnold BÖcklin. Tutti, a modo
loro, proponevano immagini che non miravano a rappresentare la realtà
oggettiva, bensì a riflettere il mondo interiore dell’artista, prediligendo
spesso, proprio come gli artisti Leonblas e NIC, una associazione
apparentemente illogica di elementi reali e immaginari o mondi e situazioni
fantastiche. Gli “accenni” metafisici, evidenti soprattutto nella
composizione dei quadri dei due artisti, nelle geometrie, a volte
esasperate, evocano, seppure vagamente, lo spirito dei grandi maestri
italiani da De Chirico a Savinio, da Carrà a Morandi. Il sogno quindi, la
dimensione dell’interiorità dell’uomo, ed il caos del quotidiano, del
post-moderno e del post-industriale introducono, fra il colore ed il bianco
e nero, il visitatore in una dimensione “altra” quasi junghiana, all’interno
della quale emergono suggestioni in grado di catturarne, nel bene o nel
male, lo sguardo. Impossibile passare davanti alle tele dei due artisti
senza soffermarsi o porsi domande. Il valore dell’arte diceva il filosofo
Abbagnano <<…non sta nella validità reale che le è negata, ma nel suo potere
di esprimere mediatamente la vita…>>.
La mostra sarà ospitata da
INDIVIDUAL, salone di moda per capelli dove è di casa in cui la creatività
si esprime, dalla musica alla moda all’arte, con tutto il suo carico di
energia.
Via Simeto 18 (traversa di
fronte al Centro Fieristico Le Ciminiere)
Si svolgerà nel periodo
compreso tra il 2 ed il 31 dicembre 2006
VERNISSAGE 2 dicembre ore
18.00
Orari mostra: - martedì,
mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 19.30 - giovedì dalle 11.00
alle 22.00 - lunedì chiuso. Ingresso gratuito.
Con il Patrocinio della
Presidenza del Consiglio
Regionale del Lazio
Comune
di Roma
Comune
di Corchiano
CLAUDIO GIULIANELLI
"Quello che
la Luna pensa
di me"
Mostra
Personale
11 Novembre - 4 Dicembre
2006
a cura di Riccardo
Tartaglia
presentazione critica Francesco Giulio Farachi
Galleria
Tartaglia Arte
Vernissage
11 novembre 2006 ore 18,00
catalogo
in galleria - ingresso libero
Sabato 11 Novembre 2006 alle
ore 18,00, presso la Galleria
Tartaglia Arte, via XX Settembre 98 c/d Roma, sarà
inaugurata la mostra personale del pittore Claudio Giulianelli.
Verranno presentate le sue
ultime opere, pervase di presenze magiche, arcane, misteriose, esoteriche
che stanti e immobili ci guardano bagnate dalla luna.
La mostra, curata dal
direttore artistico Riccardo Tartaglia, durerà fino al 4 Dicembre 2006
secondo gli orari della Galleria (10/14-16/19.30).
Claudio Giulianelli
nasce a Roma nel 1956, frequenta un istituto ad indirizzo chimico, ma la sua
passione per l'Arte lo porta ad approfondire la tecnica e lo studio della
pittura tramite un'attenta osservazione dell'opera dei maestri, unitamente
alla lettura di testi di tecnica pittorica.
I libri sul Caravaggio e sui
fiamminghi sono stati i suoi compagni di viaggio quotidiani.
Nel 1992 si trasferisce a
Corchiano, paesino di antichissime origini etrusche, ove vive ancora oggi.
Guardare un suo quadro è
come iniziare un viaggio verso un qualcosa di nuovo che affascina, ma che
nello stesso tempo spaventa lasciandoci titubanti sulla soglia di un mondo
da scoprire.
Si percepisce così
all'improvviso un qualcosa che sta oltre, ma che in realtà è sempre stata
dentro di noi: un'essenza coperta, soffocata dal quotidiano, che non si
svela costantemente, ma latente sopisce in noi e viene fuori solo se
stimolata dall'Arte e dai suoi misteri.
Pittore simbolista,
Giulianelli pone le sue radici culturali nel mondo medioevale, di cui
dipinge l'essenza più nascosta, più iniziatica.
Nella sua pittura dipinge
l'amore per il Creato e per la figura femminile, intesa sia come donna
materiale che come madre Natura, la stessa che ti protegge e che ti uccide,
di fronte a cui l'Uomo è sempre visto piccolo e spaurito.
Attori dei suoi quadri sono
tipi umani diafani e fiabeschi, soprannaturali, che sembrano apparire e
scomparire da scorci di palcoscenico, da finestre buie, come proiezioni
interiori, abitanti di un mondo senza luogo e senza tempo.
I loro sguardi fissi
oltrepassano la dimensione pittorica, invadendo la nostra realtà cercando di
instaurare con noi un muto dialogo fatto di gesti accennati, allusivi, a
volte perentori, come a volerci educare sui veri valori o ammonire la nostra
incoscienza suggerendoci la strada giusta da percorrere.
Sono voci della coscienza
che prendono forma in abiti antichi e surreali nei loro copri capi da
giullari, quasi a prendersi gioco della nostra fragilità o forse solo per
sminuire l'importanza dei messaggi sottesi nei loro sguardi.
Noi uomini dalle vite
frenetiche, insicuri di ogni nostro valore, noi che perdiamo di vista
l'ovvio ed il vicino per guardare troppo lontano quasi a voler scappare
dalla nostra coscienza, qui, davanti a questi sguardi e fattezze, non
possiamo non sentirci penetrati dall'esigenza di soffermarci, di farci
guardare da occhi che non sono i nostri, dagli occhi delle ombre che
impertinenti e maliziose non aspettano altro che svelarci quello che è in
noi.
E così ci tendono la mano e
ci trascinano in un mondo onirico, non esente da tratti inquietanti, che ci
riporta al pensiero e ci induce alla riflessione; il mondo reale con i suoi
sogni cerca rifugio nel magico, misterioso, irrazionale notturno bosco della
fantasia, come in un volontario esilio dal mondo della luce.
E' come un invito per l'Uomo
a determinare una dimensione in cui ciascuno si chieda quale travestimento o
ruolo stia indossando, se per convenienza o necessità.
L'arte di Giulianelli
dà vita a moti interiori e individuali, esortando la riflessione, chiedendo,
pretendendo un attimo di quiete, perché ci si fermi e si provi a capire.
"se noi ombre vi abbiamo
irritato, non prendetela a male ma pensate di aver dormito, e che questa sia
una visione della fantasia. Non prendetevela, miei cari signori, perché
questa storia di ogni logica è fuori: noi altro non vi offriamo che un
sogno; della vostra indulgenza abbiamo bisogno". William Shakespeare (Sogno
di una notte di mezza estate)
Al via la 75^ edizione
della mostra dei “Cento Pittori”
Impossibilitati a
svolgere la consueta manifestazione nella storica cornice di Via Margutta,
gli artisti hanno ottenuto dall’Amministrazione Capitolina la disponibilità
di Piazza del Popolo
Roma, 12 ottobre 2006
– Nuovo
appuntamento dei “Cento Pittori Via Margutta”, dal 28 ottobre al 1 novembre
prossimi. Questa volta ad ospitare i cavalletti dei celebri artisti sarà
Piazza del Popolo, demandata a proseguire la tradizione di Via Margutta
attualmente interessata da lavori di ristrutturazione.
L’elegante isola
pedonale della Capitale è stata ceduta, infatti, per l’occasione
dall’Amministrazione Capitolina in alternativa alla storica strada, sede
negli anni passati delle numerose esposizioni dell’Associazione.
A tagliare il nastro
benaugurale della manifestazione, che rimarrà aperta tutti i giorni dalle
10.00 alle 21.00 con ingresso gratuito, dovrebbe essere il Sindaco di Roma,
Walter Veltroni, che più volte in passato, ha rivolto ad Alberto
Vespaziani, in quanto Presidente dell’Associazione, parole di profonda e
sincera stima per quanto trasmesso con le opere presentate da ciascun
artista.
“La
nostra mostra,
divenuta da tempo un irrinunciabile appuntamento per appassionati d’arte,
romani e stranieri, è il
piccolo contributo – ha
detto Alberto Vespaziani, Presidente dell’Associazione Cento Pittori Via
Margutta - che siamo lieti di dare a Roma così da rendere merito a questa
città di essere luogo ricco di storia ed arte. Quello che auspichiamo è
la sempre maggiore collaborazione dell’Amministrazione affinché ci venga
reso possibile continuare a fare di Via Margutta una colorata galleria
all’aperto.”
Alla manifestazione -
patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione
Lazio - prenderanno parte 120 tra pittori e scultori, che trasformeranno la
piazza in un immenso e colorato ambiente espositivo in cui sarà possibile
ammirare oltre 3.000opere tra dipinti a olio, disegni, sculture e
acquerelli.
In via del tutto
eccezionale parteciperà alla storica kermesse anche un'anziana signora
romana d'adozione che da sempre sognava di vedere il proprio
cavalletto accanto a quello dei celebri "Cento Pittori". Desiderio
esaudito, dunque, per Maria Dall'Ora Napoli, la simpatica nonnina
pittrice "classe 1912" che, nel tempo libero, oltre a dipingere, scrive
poesie e diari e continua a fare quello che ha fatto per una vita:
dimostrare a tutti che non bisogna mai mollare né perdersi d'animo.
La mostra sarà ancora
una volta interessante occasione per conoscere e analizzare linguaggi
espressivi e tecniche artistiche diverse, studiare i fermenti che si
sviluppano continuamente e raccogliere i diversi messaggi che ogni
espositore intende “consegnare” alla collettività.
Per l'intera durata
della manifestazione il pubblico potrà unirsi ai pittori di Via Margutta
nel brindisi dedicato all'arte, alla storica kermesse e alla nuova "sede"
della stessa degustando il vino offerto dall'azienda Agricola Cavalieri,
che da sempre è vicina ai Cento Pittori di Via Margutta.
Cento Pittori Via
Margutta: un po’ di storia
Nel 1953, nel pieno della “Dolce Vita”
celebrata da Federico Fellini, il circolo di artisti raccolti attorno
a Gino Zocchi, Giovanni Omiccioli, Angelo Urbani Del Fabretto e altri decise
di dare vita e colore a Via Margutta, una strada che, da sempre, era
stata, oltre che culla di pittori e poeti, scultori e musicisti, il loro
rifugio naturale.
In questo clima di grande fermento
artistico prese il via la prima edizione della rassegna “Fiera d’arte in
Via Margutta”, una delle poche esposizioni su strada destinata a
diventare, col tempo, un appuntamento fisso sia per gli appassionati e i
critici d’arte che per i romani e gli stranieri.
Già questo primo appuntamento fu un
successo, decretato anche, stando a quanto scrisse allora il RadioGiornale,
“dal livello veramente eccezionale delle opere presentate, policrome
negli stili e nelle concezioni, che una schiera di artisti di ogni tendenza
ed età, di provata esperienza o di coraggioso tentativo, di fama già
acquisita o di anonimata firma, hanno affidato al vaglio della critica e
dell’opinione pubblica”.
Da quella prima edizione i pittori di Via
Margutta continuarono e continuano a esporre nella celeberrima strada le
proprie opere due volte l’anno, in autunno e in primavera.
A partire dal 1970, poi, alcuni di
loro, risoluti a promuovere ulteriormente sia Via Margutta che il dialogo
cosciente tra l’artista e il pubblico, hanno deciso di riunirsi nel gruppo
che dalla strada prende il nome, dando così vita all’ ”Associazione Cento
Pittori Via Margutta”.
Protagonista della vita culturale e
artistica della Capitale, sia per l’importanza delle manifestazioni che per
gli oltre 3000 lavori di indiscutibile livello esposti ogni anno,
l’Associazione continua a presentare a critici d’arte e pubblico una nutrita
schiera di pittori, oltre cento artisti rigorosamente selezionati, ciascuno
dei quali caratterizzato da un proprio linguaggio espressivo, una propria
tecnica artistica, un proprio messaggio da “consegnare” - attraverso dipinti
a olio, disegni, tele e acquerelli - alla collettività.
Il desiderio di “parlare” attraverso le
proprie opere e trasmettere al pubblico le proprie emozioni fa sì che gli
artisti, provenienti da ogni parte del mondo, trascorrano la maggior parte
delle giornate di mostra a illustrare i lavori ai visitatori, a commentare
con gli interessati ritratti e paesaggi, a discutere sulle tonalità dei
colori usati o sulle scelte di tecniche e soggetti (da sempre rimasti
liberi).
Un ‘Associazione artistica che
conosce il valore del sociale
L’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta”
ha sempre dimostrato interesse per le problematiche legate al mondo del
sociale e rivolto la propria attenzione agli anziani, agli handicappati o
agli artisti indigenti.
Così, in passato, fu data occasione ai
disabili di esporre le proprie opere all’interno della storica
manifestazione. Qualche edizione più tardi stessa possibilità fu offerta
pure a pittori disagiati e, ancora, a “colleghi” provenienti dai Paesi
dell’Est europeo.
Nelle manifestazioni successive,
l’attenzione dell’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” si rivolse al
popolo somalo e agli aiuti che gli erano necessari. Nel 1992 e nel 1993,
infatti, l’Associazione mise a disposizione della Croce Rossa Italiana (CRI)
centoventi opere da cui fu ricavata una considerevole cifra, poi impiegata
in favore della popolazione della Somalia e di famiglie italiane bisognose.
Recentemente, “Cento Pittori Via Margutta”
ha organizzato una mostra all’Ospedale Fatebenefratelli (Isola Tiberina) il
cui ricavato è stato devoluto a un’associazione interna alla stessa
struttura sanitaria e utilizzato a favore delle “genti lontane”.
ARTISTI PRESENTI A PIAZZA DEL POPOLO
Carlo ACCIARI
Maria Grazia ADDARI
Antonio ALBERTI
Maria Laura ANETRINI
Agatino AVELLI
Silva BARNI
Ermelinda BELARDO
Cristiana BELFIORE
Barbara BERARDICURTI
Rita BERTANI
Rita BIAGI
Domenica BIANCO
Gerald BINNS
Marco BONIFAZI
Alfredo BORGHINI
Ugo BOSCAINO
Angelo BOTTARO
Gaetano BRESCIA
Simonetta BRIGANTI
Giancarlo CALMA
Maria Vittoria CANO
Valerio CAPOCCIA
Tonino CARDENUTO
Rinaldo CARESSA
Ines CARUCCI
Stefania CASAVECCHIA
Claudia CECCONI
Enrico CERRUTI
Ermanno CIANI
Mario CORINTHIOS
Mario COSTA
Rodolfo CUBETA
Goffredo CUPINI
Maria DALL’ORA NAPOLI
Lidia DE CESARIS
Alfiero DE DOMINICIS
Leonardo DE MAGISTRIS
Massimo DI GAETANO
Mario DI MARTINO
Francesco DIVONA
Fausto D’ORAZIO
Franco DORE
Paola DRAGO
Alfredo EPIFANIA
Carla EPISCOPO
Luciano FABBRIZIO
Roberto FANTINI
Guglielmo FERRAIOLA
Stefano FERRETTI
Alfredo FERRI
Ambra FEULA
Francesco FILINCIERI
Luciano FINOCCHIOLI
Davide FIORUCCI
GANDOSSI
Anna GERMINI
Giorgio GIANNOTTI
Sandra GIOVANNINI
Gastone GIUSTO
Roberta IMPERATORI
Walter JAGNOCCO
Silvia LENTINI
Francesco LONGO
Claudio LUNGHINI
Salvatore LUPPOLO
Alessandro MADONNA
Giuseppe MARCHETTA
Walter MARITATI
Mario MARZI
Marcello MASCETRA
Claudio MELI
Marcello MEROSI
Roberto MICHELI
Giovanna MILANI
Bernardo MILITE
Paola MINISSALE
Alfredo MORALDI
Emilio NAPOLEONI
Egidio OSTANI
Stefania PANELLI
Vittorio PARADISI
Maria Grazia PASQUETTI
Ugo PERGOLI
Lucia PIANGATELLI
Pasquale PICAZIO
Diego PICCOLO
Gianpaolo PICOTTI
Stefania PINCI
PINETTA
Gene POMPA
Matteo POMPILIO
Donatella RAMAZZOTTI
Maria RASOLA
Alberto RASTELLI
Marilena RIEZZO
Antonello RIOMMI
ROSY SANTH
Maurizio SABA
Ruggero SALVATORE
Luigi SALVATORI
Sergio SAVIANTONI
Anna SCAGNOLI
Angela SCATOLINI
Mattia SERINO
Angela SOTGIA
Claudio SPADA
Teresa STANKIEWICZ
Stefania STECCHI
Vero STRANO
Pino TERSIGNI
Oscar TIRELLI
Giampiero TOCCACELI
Freddy TOLEDO
Massimo TOMASINO
Giulio TOMASSI
Ezio TRANTELLI
Sergio UBERTI
Paolo VENEZIANI
Alberto VESPAZIANI
Giuseppe ZINGARETTI
Mauro ZIROLI
Gemellaggio storico "Cento Pittori Via
Margutta" – Cerreto Laziale
Nel settembre del 2005
l'Associazione "Cento Pittori Via Margutta" organizzò una mostra a Cerreto
Laziale con l'intenzione di portare in questo paese situato a pochi
chilometri da Roma l'atmosfera che si respira nella celebre strada che negli
anni passati fu culla di pittori e artisti.
L'entusiasmo generato
dall'esposizione fu tale che venne spontaneo al Presidente dei Cento
Pittori, Alberto Vespaziani, proporre una mostra permanente degli artisti
dell'Associazione in un esclusivo ambiente che sarebbe stato dedicato dal
Comune esclusivamente a loro. La proposta ebbe subito un'entusiastica
approvazione da parte delle istituzioni e della cittadinanza di Cerreto
Laziale. Oggi questo significativo disegno artistico-culturale ha preso
corpo definitivamente e ad una manciata di chilometri dalla Capitale, tra
ubertosa vegetazione e mura antiche, grazie al gemellaggio storico tra
l'associazione e la Galleria d'Arte moderna di Cerreto Laziale presieduta da
Orlando Serpietri, sorge una vera e propria pinacoteca.
Qui di seguito gli
interventi di alcuni rappresentanti della Pubblica Amministrazione chiamati
per l'occasione ad esprimere le proprie sensazioni.
Dal
Campidoglio, 7 giugno 2006
Via Margutta a Roma è
diventata, nel tempo, sinonimo di arte. Un luogo dunque non meramente
topografico, ma nel quale la vocazione estetica di questa città eterna si
esprime nel muoversi delle forme artistiche, nel fatto di essere il "luogo"
dei pittori. E, di questo luogo, l'Associazione "Cento Pittori" è senz'altro
una delle anime, una delle forze che la sostiene, la corrobora con la
passione dei suoi associati, con un'attività che ha fatto di questa via una
vera e propria galleria a cielo aperto.
Sono allora
particolarmente felice che, grazie proprio a questa passione, "Cento
Pittori" abbia portato lo spirito di Via Margutta a Cerreto Laziale,
interpretando così una delle qualità "storiche" di Roma: quella di essere
una città aperta, rivolta al mondo, disposta allo scambio e alla
collaborazione culturale.
Il mio
saluto e quello dei romani va alla comunità di Cerreto assieme al
ringraziamento agli amici dell'Associazione "Cento Pittori di Via Margutta",
al suo Presidente Alberto Vespaziani, al Direttore della Galleria Comunale
di Cerreto Laziale Orlando Serpietri, alle istituzioni che hanno permesso il
realizzarsi di un'iniziativa che vede concretizzarsi in questo gemellaggio
lo stretto rapporto tra Roma e il territorio Laziale. Tra Roma e l'arte.
Il Sindaco di Roma
Walter Veltroni
Dalla
Provincia di Roma
Il gemellaggio tra
l'Arte Romana e la Galleria Comunale di Cerreto Laziale è un atto di
straordinaria importanza non soltanto per il Comune, ma per tutto il
territorio e per la Provincia. Viene cioè a prendere forma definitiva un
ponte non provvisorio tra la vita culturale di una grande città come Roma e
un nostro significativo, rappresentativo Comune.
E' mia convinzione che,
oggi, il territorio provinciale, che per densità di abitanti è superiore a
una città come Torino, e di poco inferiore alla popolazione di Milano, sia
ricco di punti di eccellenza tanto in termini di propositività quanto di
aspettative da parte dei residenti.
La Galleria Comunale di
Cerreto Laziale, che custodirà ed esporrà le opere dei Cento Pittori di Via
Margutta, si colloca come una vera e propria istituzione culturale, un
centro propulsivo, per la molteplicità di iniziative che potranno essere
offerte attraverso un nuovo e forte sistema di collaborazione. Altri Comuni,
non soltanto nei confronti delle arti figurative, stanno proiettandosi a
organizzare le loro istituzioni culturali. Sono segni tangibili di un
progresso culturale che è destinato ad influire (per l'organica connessione
che intercorre tra conoscenza e civiltà) sull'assetto sociale e sulla
consapevolezza della cittadinanza.
Vincenzo Vita
Assessore alla Cultura
della Provincia di Roma
Alberto Vespaziani -
"L'animatore di via Margutta"
Il pittore "marguttiano" Alberto Vespaziani
è nato a Roma nel 1927. Figlio di un funzionario statale della media
borghesia capitolina, trascorre l'infanzia tra la natia via Frattina e la
celeberrima Piazza di Spagna, definita da Giorgio De Chirico il "Centro del
centro del mondo".
Alla fine degli anni '40 Alberto si diploma
Allievo Ufficiale di Coperta presso l'Istituto Nautico della Capitale e
inizia a "navigare" tra l'Accademia di Francia e la vicinissima via del
Babuino.
La passione per la pittura figurativa lo
porta poi a frequentare gli atelier d'arte di via Margutta, nonché gli studi
dei pittori, Emanuele Pandolfini, Ugo Stacciali, Leonardo De Magistris,
Gianni Testa e Novella Parigini, con i quali intrattiene una cordiale e
sincera amicizia.
Nel 1973, a riconoscimento delle sue
molteplici qualità intellettuali, viene eletto Presidente della famosissima
Associazione Culturale dei "Cento pittori via Margutta", carica che tuttora
detiene.
Attratto dalla figurazione, il pittore
studia i modelli dei paesaggi classici europei tra cui John Constable, e
sarà proprio quest'ultimo pittore inglese a ispirare i suoi dipinti
migliori.
Con notevole entusiasmo, Alberto Vespaziani
appronta numerosi bozzetti preparatori di genere naturalistico/realistico;
rielabora i temi compositivi per giungere a un'originale composizione,
condotta talvolta "en plein air".
Mirabile una sua recente opera del genere
naturalistico, ora presente in una Ambasciata araba, in cui l'intero
impianto compositivo è percorso da un'atmosfera cromatica stupefacente,
capace di rendere, per mezzo della luce, le differenze selettive degli
effetti chiaroscurali, ottenuti miscelando i colori in modo che possano
specchiarsi l'uno negli altri.
La tecnica usata per la miscelazione e
l'apposizione dei colori, unita a una particolare cura per il disegno, crea
un originalissimo giuoco prospettico, il tutto appare inserito in
un'atmosfera esteticamente idealizzata che consente allo spettatore di
"entrare" nel quadro per fruire della natura nella sua interezza.
La pennellata, invece, pur essendo di alto
contenuto espressivo, è quasi impercettibile in quanto non lascia traccia
del gesto dello strumento e ciò a sottolineare la morbidezza della mano.
Altri temi raffigurati dal maestro sono i
fiori di serra, le nature morte e le marine tirreniche; raramente dipinge la
figura umana. La tecnica pittorica, però, rimane legata al genere
realistico, anche se i colori sono più tonali: appaiono infatti nelle
composizioni i rossi di terra, gli ocra/giallorino e gli azzurri marini.
Predilige dipingere ascoltando la musica
sinfonica di Beethoven e Wagner, mentre nei momenti di distensione
preferisce il genere Jazz di Luis Armstrong.
Roma- Edarcom Europa Galleria
D'Arte Contemporanea
Dal 30 settembre al 21 ottobre
2006
Dal 30 settembre al 21
ottobre, la Galleria d'Arte Contemporanea Edarcom Europa, ospiterà una
mostra dedicata a tre dei più importanti Maestre contemporanei emersi
nell'ambiente culturale romano dell'ultimo secolo: Renzo Vespignani, Ugo
Attardi ed Ennio Calabria.
Roma - Via Macedonia, 12/16
Orari: dal lunedì al sabato
ore 10.30/13.00 - 15.30/19.00
Ingresso libero
Info: tel. 06.7802620
La mostra, patrocinata dal IX
Municipio, vuole essere un omaggio della galleria a tre Maestri che, uniti
negli anni '60 dall'esperienza de "Il pro e il contro", hanno poi continuato
ad evolvere, ciascuno nella propria individuale espressione, fedeli al
linguaggio della pittura volta alla ricerca di una figurazione
contemporanea, segnando con un contributo tra i più significativi, la più
onesta storia dell'arte.
Un capolavoro tra i capolavori
del quattrocentesco genio siciliano in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma
dal 18 marzo al 25 giugno 2006.
Orari: da domenica a giovedì h. 10,00/20,00.
Venerdì e sabato h. 10,00/22,30. L'ingresso è consentito fino a un'ora prima
dell'orario di chiusura. Prenotazione obbligatoria per gruppi e scolaresche -
Info. tel. 06.39967500
Where are we going?
Dopo
un periodo di chiusura per restauro, riapre al pubblico Palazzo Grassi a
Venezia con una imponente mostra di opere scelte dalla Collezione François
Pinault, oggi proprietario di Palazzo Grassi. La mostra curata da Alison
M. Gingeras, propone opere dal dopoguerra e comprende varie correnti
artistiche tra cui la Scuola di New York, l'Astrattismo Europeo, l'Arte
Povera, il Minimalismo, il Post-Minimalismo e la Pop Art.
Per
maggiori informazioni www.palazzograssi.it
Palazzo
Grassi - Venezia - 1.5.06 - 1.10.06
Galleria
Crispidi Gallia
Kroumova Trulli
Via
Francesco Crispi, 32/a – Roma
presenta
dal 23 settembre al 19 ottobre 2006
Pier
Domenico Magri
Personale
di pittura
a
cura di Gallia Kroumova Trulli
apparato
critico in catalogo a cura del Prof. Fortunato Orazio Signorello
presentazioni
di: Francesco Giulio Farachi
– studioso e critico d’arte
Augusto
Giordano – giornalista RAI e cultore d’arte
Un
istinto di libera creatività, forza di passione e d’intelletto, si
sprigiona nelle tessiture cromatiche, sulle tele di Pier Domenico Magri.
L’artista lombardo è una delle personalità contemporanee che con
maggiore sicurezza ed originalità ha elaborato e definisce un modo
innovativo di fare arte informale. Non è un caso che, nel segno della
elevata qualità e rilevanza degli eventi proposti, la Galleria Crispi
apra la stagione autunnale delle sue personali proprio a partire dai
colori di Magri, con inaugurazione sabato 23 settembre. Una carriera,
quella di Magri, che si è andata consolidando via via, dai giovani inizi
e dalle frequentazioni con maestri come Carrà e Crippa, fino alle
numerose personali, alle manifestazioni ed alle partecipazioni
prestigiose, come quelle, e veramente per riportare a caso, all’Art Expo
2001 Manhattan di New York, o al Centre Culturel “Christian Peugeot”
di Parigi, alla XV Biennale Nazionale di Pittura di Modena, al Museo
dell’Opera della Reggia di Caserta, o all’Accademia Federiciana di
Catania. La critica d’arte ha firmato giudizi di apprezzamento ed
interesse con i nomi di Vittorio Sgarbi, Ernesto d’Orsi, Plinio Sidoli,
Sabino Cersosimo, Angelo Mistrangelo, Nuccio Mula, ed anche in questo
caso, solo per citare alcuni fra molti. Ora, con la mostra alla Crispi,
Pier Domenico Magri espone anche nella città di Roma la sua
individualissima espressione, la sua visionaria poetica, il suo percorso
fra segni e colore. La sua pittura è un fraseggio fantastico, onirico, è
un modularsi di irruenti stesure cromatiche con minuziose orditure
d’incisioni e rilievi, quasi fossero impeti d’emozione che si
oppongono e si compongono in un gioco di avvicinamenti e separazione. La
forma non scompare del tutto, si fa allusione e illusione, si contrae in
cellule di materia e segni, l’immagine si dissolve in una suggestione.
Quello di Magri è un mondo scomposto e reinventato nel colore, non tanto
come memoria o simulacro del reale, ma piuttosto come scoperta ed
emersione di una diversa realtà, di una diversa, personalissima,
esperienza della vita. È
una realtà che si nutre di visioni intime, sottratte al rigore freddo e
controllato dell’oggettività, che esplodono in una poetica delle
emozioni e della natura. Al tempo stesso, è una realtà che non può
rimanere chiusa in se stessa, ma che splende alla ricerca di una
manifestazione liberatoria, di comunicazione e partecipazione, di una
complicità da intessere con chiunque abbia intuizione e cuore da mettere
in gioco.
(francesco
giulio farachi)
Info
mostra
Dal
23 settembre al 19 ottobre 2006
Inaugurazione
sabato 23 Settembre 2006 – ore 18,30
L’artista
sarà presente in galleria
Ingresso
gratuito – catalogo in galleria
Galleria
Crispi – Via Francesco Crispi, 32/a – 00187 Roma
inaugurazione: giovedì 28 settembre 2006 -
dalle ore 19,00
orari: dal lunedì al venerdì - dalle 15 alle
19, sabato solo su appuntamento, domenica chiuso
ZUMA [foto+grafica] -
via Monginevro 1/bis - 10138 Torino
tel:
+39.011.3821180 fax: +39.011.3821170
mail: info@zumagallery.com
Qualcuno sa com'è
fatto il silenzio? Si conosce, invece, la conformazione e l'estetica
dell'urlo? Sono differenti? O sono molto simili?
Urla silenziose. Stati
d'animo repressi. Paesaggi caotici, ma silenti. Sono i soggetti delle
opere fotografiche esposte nelle sale di Zuma per la collettiva "e se
urlassi in silenzio?"
Fulcro della mostra
due entità estreme e lontane fra loro: l'urlo e il silenzio. Ogni artista
si è calato nel ruolo, ha occupato uno spazio della galleria e l'ha fatto
suo, dando vita a situazioni differenti. Vicinissime, ma completamente
diverse. E' il modo differente di percepire abitualmente il silenzio e
l'urlo, la rassegnazione e lo sfogo, la passività e la partecipazione, che
porta alla propria visione personale. Due sentimenti e due sensazioni che
dissociano, ma che sono strettamente collegate fra loro. Due realtà, ma la
stessa entità. Due rami, ma la stessa radice.
Il medesimo sfogo, quindi, ma espresso con
diversi occhi. Si passa dall'ironia di Davide Carrari all'immobilità di
Candido Baldacchino; si continua con la visione calma, ma tagliente di
Nicola Digirolamo e la denuncia di Pietro Bologna; per finire con la
percezione grottesca di Flaviano Poggi e la staticità temporale e fisica
di Emanuele Catellani.
"e se urlassi
in silenzio?" vuole essere uno sfogo a cielo aperto verso i paradossi
che accompagnano abitualmente la nostra esistenza. Immersi, anche
involontariamente, nei canoni occidentali e del consumo imposti dai mass
media e dal denaro, siamo circondati da diverse forme di assurdità
parossistiche. E' per questo motivo che, una volta consci, urliamo la
nostra rabbia, la nostra indignazione. Ma è un urlo ormai debole, stanco,
accasciato, sfibrato "sostanzialmente silenzioso."