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ARCHIVIO EVENTI ARTE IN ITALIA

 

 

 

 

 

 

 

 

Visioni - Tra colore e bianco e nero

Catania - 2 - 31 dicembre 2006

 

E’ questo il titolo della mostra che i due pittori, Leonblas e Nic, propongo alla città di Catania nel periodo compreso tra il 2 ed il 31 dicembre 2006.

Una mostra che ha il sapore di una “prima” ma che, per certi versi, fa da filo conduttore con le precedenti esperienze dei due artisti, la cui poetica si muove senza difficoltà o timori reverenziali all’incrocio tra il simbolismo, il surrealismo e la metafisica, senza però sconfinare apertamente nell’una o nell’altra delle tendenze pittoriche che hanno dominato l’arte, nel senso più lato del termine, del XIX e del XX secolo. Le visioni evocate non sono certo quelle dell’infinita sequenza di santi con cui la chiesa dei secoli scorsi catechizzava i fedeli e che trovavano espressioni nelle geniali opere dei grandi maestri come il Guercino, lo Strozzi o del Caravaggio, né tanto meno un semplice panoramica del mondo intimista dei due artisti. Le visioni sono qui una trasposizione indiretta di stati d’animo e di emozioni, di sogni che pure non rimangono scollegati dalla rappresentazione in qualche maniera impegnata della realtà che li circonda e del peso dell’essere contemporanei. Da un lato dunque, l’affascinante mondo a confine tra realtà e sogno e le condizioni più intime dell’animo umano si traducono in immagini analogiche attraverso dei simboli; dall’altro la realtà medesima e la contemporaneità, intesa come vissuto, non sfuggono trovano spazio attraverso la rappresentazione di figure, spesso appena abbozzate, o linee geometriche che richiamano le città metropolitane.

Non è fuori luogo dunque richiamare le esperienze dei maestri del
simbolismo, non solo francese, da Odilon Redon, per il quale <<…la cosa più importante non è la rappresentazione della realtà come essa appare…>>, a Emile Bernard , ai “tedeschi” Gustav Klimt e Arnold BÖcklin. Tutti, a modo loro, proponevano immagini che non miravano a rappresentare la realtà oggettiva, bensì a riflettere il mondo interiore dell’artista, prediligendo spesso, proprio come gli artisti Leonblas e NIC, una associazione apparentemente illogica di elementi reali e immaginari o mondi e situazioni fantastiche. Gli “accenni” metafisici, evidenti soprattutto nella composizione dei quadri dei due artisti, nelle geometrie, a volte esasperate, evocano, seppure vagamente, lo spirito dei grandi maestri italiani da De Chirico a Savinio, da Carrà a Morandi. Il sogno quindi, la dimensione dell’interiorità dell’uomo, ed il caos del quotidiano, del post-moderno e del post-industriale introducono, fra il colore ed il bianco e nero, il visitatore in una dimensione “altra” quasi junghiana, all’interno della quale emergono suggestioni in grado di catturarne, nel bene o nel male, lo sguardo. Impossibile passare davanti alle tele dei due artisti senza soffermarsi o porsi domande. Il valore dell’arte diceva il filosofo Abbagnano <<…non sta nella validità reale che le è negata, ma nel suo potere di esprimere mediatamente la vita…>>.

 

La mostra sarà ospitata da INDIVIDUAL, salone di moda per capelli dove è di casa in cui la creatività si esprime, dalla musica alla moda all’arte, con tutto il suo carico di energia.

Via Simeto 18 (traversa di fronte al Centro Fieristico Le Ciminiere)

Si svolgerà nel periodo compreso tra il 2 ed il 31 dicembre 2006

VERNISSAGE 2 dicembre ore 18.00

Orari mostra: - martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 19.30 - giovedì dalle 11.00 alle 22.00 - lunedì chiuso. Ingresso gratuito.

 

 

Con il Patrocinio della

Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio

 Comune di Roma

 Comune di Corchiano

CLAUDIO GIULIANELLI

 

"Quello che la Luna pensa di me"

Mostra Personale

 

11 Novembre - 4 Dicembre 2006

 

a cura di Riccardo Tartaglia

presentazione critica Francesco Giulio Farachi

 

Galleria Tartaglia Arte

Vernissage 11 novembre 2006 ore 18,00

catalogo in galleria - ingresso libero

 

Sabato 11 Novembre 2006 alle ore 18,00, presso la Galleria Tartaglia Arte, via XX Settembre 98 c/d Roma, sarà inaugurata la mostra personale del pittore Claudio Giulianelli.

Verranno presentate le sue ultime opere, pervase di presenze magiche, arcane, misteriose, esoteriche che stanti e immobili ci guardano bagnate dalla luna.

La mostra, curata dal direttore artistico Riccardo Tartaglia, durerà fino al 4 Dicembre 2006 secondo gli orari della Galleria (10/14-16/19.30).

 

Claudio Giulianelli nasce a Roma nel 1956, frequenta un istituto ad indirizzo chimico, ma la sua passione per l'Arte lo porta ad approfondire la tecnica e lo studio della pittura tramite un'attenta osservazione dell'opera dei maestri, unitamente alla lettura di testi di tecnica pittorica.

I libri sul Caravaggio e sui fiamminghi sono stati i suoi compagni di viaggio quotidiani.

Nel 1992 si trasferisce a Corchiano, paesino di antichissime origini etrusche, ove vive ancora oggi.

 

Guardare un  suo quadro è come iniziare un viaggio verso un qualcosa di nuovo che affascina, ma che nello stesso tempo spaventa lasciandoci titubanti sulla soglia di un mondo da scoprire.

Si percepisce così all'improvviso un qualcosa che sta oltre, ma che in realtà è sempre stata dentro di noi: un'essenza coperta, soffocata dal quotidiano, che non si svela costantemente, ma latente sopisce in noi e viene fuori solo se stimolata dall'Arte e dai suoi misteri.

 

Pittore simbolista, Giulianelli pone le sue radici culturali nel mondo medioevale, di cui dipinge l'essenza più nascosta, più iniziatica.

Nella sua pittura dipinge l'amore per il Creato e per la figura femminile, intesa sia come donna materiale che come madre Natura, la stessa che ti protegge e che ti uccide, di fronte a cui l'Uomo è sempre visto piccolo e spaurito.

Attori dei suoi quadri sono tipi umani diafani e fiabeschi, soprannaturali, che sembrano apparire e scomparire da scorci di palcoscenico, da finestre buie, come proiezioni interiori, abitanti di un mondo senza luogo e senza tempo.

I loro sguardi fissi oltrepassano la dimensione pittorica, invadendo la nostra realtà cercando di instaurare con noi un muto dialogo fatto di gesti accennati, allusivi, a volte perentori, come a volerci educare sui veri valori o ammonire la nostra incoscienza suggerendoci la strada giusta da percorrere.

Sono voci della coscienza che prendono forma in abiti antichi e surreali nei loro copri capi da giullari, quasi a prendersi gioco della nostra fragilità o forse solo per sminuire l'importanza dei messaggi sottesi nei loro sguardi.

Noi uomini dalle vite frenetiche, insicuri di ogni nostro valore, noi che perdiamo di vista l'ovvio ed il vicino per guardare troppo lontano quasi a voler scappare dalla nostra coscienza, qui, davanti a questi sguardi e fattezze, non possiamo non sentirci penetrati dall'esigenza di soffermarci, di farci guardare da occhi che non sono i nostri, dagli occhi delle ombre che impertinenti e maliziose non aspettano altro che svelarci quello che è in noi.

E così ci tendono la mano e ci trascinano in un mondo onirico, non esente da tratti inquietanti, che ci riporta al pensiero e ci induce alla riflessione; il mondo reale con i suoi sogni cerca rifugio nel magico, misterioso, irrazionale notturno bosco della fantasia, come in un volontario esilio dal mondo della luce.

E' come un invito per l'Uomo a determinare una dimensione in cui ciascuno si chieda quale travestimento o ruolo stia indossando, se per convenienza o necessità.

L'arte di Giulianelli dà vita a moti interiori e individuali, esortando la riflessione, chiedendo, pretendendo un attimo di quiete, perché ci si fermi e si provi a capire.

 

"se noi ombre vi abbiamo irritato, non prendetela a male ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia. Non prendetevela, miei cari signori, perché questa storia di ogni logica è fuori: noi altro non vi offriamo che un sogno; della vostra indulgenza abbiamo bisogno". William Shakespeare (Sogno di una notte di mezza estate)

 

Ufficio Stampa:

Anatrini Simona 

Tel./Fax +39 06 4884234

E-Mail  simona@tartagliaarte.it

www.tartagliaarte.com  

 

Al via la 75^ edizione della mostra dei “Cento Pittori”

Impossibilitati a svolgere la consueta manifestazione nella storica cornice di Via Margutta, gli artisti hanno ottenuto dall’Amministrazione Capitolina la disponibilità di Piazza del Popolo

 

Roma, 12 ottobre 2006 – Nuovo appuntamento dei “Cento Pittori Via Margutta”, dal 28 ottobre al 1 novembre prossimi. Questa volta ad ospitare i cavalletti dei celebri artisti sarà Piazza del Popolo, demandata a proseguire la tradizione di Via Margutta attualmente interessata da lavori di ristrutturazione.

 

L’elegante isola pedonale della Capitale è stata ceduta, infatti, per l’occasione dall’Amministrazione Capitolina in alternativa alla storica strada, sede negli anni passati delle numerose esposizioni dell’Associazione.

 

A tagliare il nastro benaugurale della manifestazione, che rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00 con ingresso gratuito, dovrebbe essere il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, che più volte in passato, ha rivolto ad Alberto Vespaziani, in quanto Presidente dell’Associazione, parole di profonda e sincera stima per quanto trasmesso con le opere presentate da ciascun artista.

 

La nostra mostra, divenuta da tempo un irrinunciabile appuntamento per appassionati d’arte, romani e stranieri, è il piccolo contributo – ha detto Alberto Vespaziani, Presidente dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta - che siamo lieti di dare a Roma così da rendere merito a questa città di essere luogo ricco di storia ed arte. Quello che auspichiamo è la sempre maggiore collaborazione dell’Amministrazione affinché ci venga reso possibile continuare a fare di Via Margutta una colorata galleria all’aperto.”

 

Alla manifestazione - patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio - prenderanno parte 120 tra pittori e scultori, che trasformeranno la piazza in un immenso e colorato ambiente espositivo in cui sarà possibile ammirare oltre 3.000 opere tra dipinti a olio, disegni, sculture e acquerelli.

 

In via del tutto eccezionale parteciperà alla storica kermesse anche un'anziana signora romana d'adozione che da sempre sognava di vedere il proprio cavalletto accanto a quello dei celebri "Cento Pittori". Desiderio esaudito, dunque, per Maria Dall'Ora Napoli, la simpatica nonnina pittrice "classe 1912" che, nel tempo libero, oltre a dipingere, scrive poesie e diari e continua a fare quello che ha fatto per una vita: dimostrare a tutti che non bisogna mai mollare né perdersi d'animo.

 

La mostra sarà ancora una volta interessante occasione per conoscere e analizzare linguaggi espressivi e tecniche artistiche diverse, studiare i fermenti che si sviluppano continuamente e raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende “consegnare” alla collettività.

 

Per l'intera durata della manifestazione il pubblico potrà unirsi ai pittori di Via Margutta nel brindisi dedicato all'arte, alla storica kermesse e alla nuova "sede" della stessa degustando il vino offerto dall'azienda Agricola Cavalieri, che da sempre è vicina ai Cento Pittori di Via Margutta.

 

 

Cento Pittori Via Margutta: un po’ di storia

Nel 1953, nel pieno della “Dolce Vita” celebrata da Federico Fellini, il circolo di artisti raccolti attorno a Gino Zocchi, Giovanni Omiccioli, Angelo Urbani Del Fabretto e altri decise di dare vita e colore a Via Margutta, una strada che, da sempre, era stata, oltre che culla di pittori e poeti, scultori e musicisti, il loro rifugio naturale.

In questo clima di grande fermento artistico prese il via la prima edizione della rassegna “Fiera d’arte in Via Margutta”, una delle poche esposizioni su strada destinata a diventare, col tempo, un appuntamento fisso sia per gli appassionati e i critici d’arte che per i romani e gli stranieri.

Già questo primo appuntamento fu un successo, decretato anche, stando a quanto scrisse allora il RadioGiornale, “dal livello veramente eccezionale delle opere presentate, policrome negli stili e nelle concezioni, che una schiera di artisti di ogni tendenza ed età, di provata esperienza o di coraggioso tentativo, di fama già acquisita o di anonimata firma, hanno affidato al vaglio della critica e dell’opinione pubblica”.

Da quella prima edizione i pittori di Via Margutta continuarono e continuano a esporre nella celeberrima strada le proprie opere due volte l’anno, in autunno e in primavera.

 

A partire dal 1970, poi, alcuni di loro, risoluti a promuovere ulteriormente sia Via Margutta che il dialogo cosciente tra l’artista e il pubblico, hanno deciso di riunirsi nel gruppo che dalla strada prende il nome, dando così vita all’ ”Associazione Cento Pittori Via Margutta”.

Protagonista della vita culturale e artistica della Capitale, sia per l’importanza delle manifestazioni che per gli oltre 3000 lavori di indiscutibile livello esposti ogni anno, l’Associazione continua a presentare a critici d’arte e pubblico una nutrita schiera di pittori, oltre cento artisti rigorosamente selezionati, ciascuno dei quali caratterizzato da un proprio linguaggio espressivo, una propria tecnica artistica, un proprio messaggio da “consegnare” - attraverso dipinti a olio, disegni, tele e acquerelli - alla collettività.

Il desiderio di “parlare” attraverso le proprie opere e trasmettere al pubblico le proprie emozioni fa sì che gli artisti, provenienti da ogni parte del mondo, trascorrano la maggior parte delle giornate di mostra a illustrare i lavori ai visitatori, a commentare con gli interessati ritratti e paesaggi, a discutere sulle tonalità dei colori usati o sulle scelte di tecniche e soggetti (da sempre rimasti liberi).

  

Un ‘Associazione artistica che conosce il valore del sociale

L’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” ha sempre dimostrato interesse per le problematiche legate al mondo del sociale e rivolto la propria attenzione agli anziani, agli handicappati o agli artisti indigenti.

Così, in passato, fu data occasione ai disabili di esporre le proprie opere all’interno della storica manifestazione. Qualche edizione più tardi stessa possibilità fu offerta pure a pittori disagiati e, ancora, a “colleghi” provenienti dai Paesi dell’Est europeo.

Nelle manifestazioni successive, l’attenzione dell’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” si rivolse al popolo somalo e agli aiuti che gli erano necessari. Nel 1992 e nel 1993, infatti, l’Associazione mise a disposizione della Croce Rossa Italiana (CRI) centoventi opere da cui fu ricavata una considerevole cifra, poi impiegata in favore della popolazione della Somalia e di famiglie italiane bisognose.

Recentemente, “Cento Pittori Via Margutta” ha organizzato una mostra all’Ospedale Fatebenefratelli (Isola Tiberina) il cui ricavato è stato devoluto a un’associazione interna alla stessa struttura sanitaria e utilizzato a favore delle “genti lontane”.

 

ARTISTI PRESENTI A PIAZZA DEL POPOLO 

  • Carlo ACCIARI
  • Maria Grazia ADDARI
  • Antonio ALBERTI
  • Maria Laura ANETRINI
  • Agatino AVELLI
  • Silva BARNI
  • Ermelinda BELARDO
  • Cristiana BELFIORE
  • Barbara BERARDICURTI
  • Rita BERTANI
  • Rita BIAGI
  • Domenica BIANCO
  • Gerald BINNS
  • Marco BONIFAZI
  • Alfredo BORGHINI
  • Ugo BOSCAINO
  • Angelo BOTTARO
  • Gaetano BRESCIA
  • Simonetta BRIGANTI
  • Giancarlo CALMA
  • Maria Vittoria CANO
  • Valerio CAPOCCIA
  • Tonino CARDENUTO
  • Rinaldo CARESSA
  • Ines CARUCCI
  • Stefania CASAVECCHIA
  • Claudia CECCONI
  • Enrico CERRUTI
  • Ermanno CIANI
  • Mario CORINTHIOS
  • Mario COSTA
  • Rodolfo CUBETA
  • Goffredo CUPINI
  • Maria DALL’ORA NAPOLI
  • Lidia DE CESARIS
  • Alfiero DE DOMINICIS
  • Leonardo DE MAGISTRIS
  • Massimo DI GAETANO
  • Mario DI MARTINO
  • Francesco DIVONA
  • Fausto D’ORAZIO
  • Franco DORE
  • Paola DRAGO
  • Alfredo EPIFANIA
  • Carla EPISCOPO
  • Luciano FABBRIZIO
  • Roberto FANTINI
  • Guglielmo FERRAIOLA
  • Stefano FERRETTI
  • Alfredo FERRI
  • Ambra FEULA
  • Francesco FILINCIERI
  • Luciano FINOCCHIOLI
  • Davide FIORUCCI
  • GANDOSSI
  • Anna GERMINI
  • Giorgio GIANNOTTI
  • Sandra GIOVANNINI
  • Gastone GIUSTO
  • Roberta IMPERATORI
  • Walter JAGNOCCO
  • Silvia LENTINI
  • Francesco LONGO
  • Claudio LUNGHINI
  • Salvatore LUPPOLO
  • Alessandro MADONNA
  • Giuseppe MARCHETTA
  • Walter MARITATI
  • Mario MARZI
  • Marcello MASCETRA
  • Claudio MELI
  • Marcello MEROSI
  • Roberto MICHELI
  • Giovanna MILANI
  • Bernardo MILITE
  • Paola MINISSALE
  • Alfredo MORALDI
  • Emilio NAPOLEONI
  • Egidio OSTANI
  • Stefania PANELLI
  • Vittorio PARADISI
  • Maria Grazia PASQUETTI
  • Ugo PERGOLI
  • Lucia PIANGATELLI
  • Pasquale PICAZIO
  • Diego PICCOLO
  • Gianpaolo PICOTTI
  • Stefania PINCI
  • PINETTA
  • Gene POMPA
  • Matteo POMPILIO
  • Donatella RAMAZZOTTI
  • Maria RASOLA
  • Alberto RASTELLI
  • Marilena RIEZZO
  • Antonello RIOMMI
  • ROSY SANTH
  • Maurizio SABA
  • Ruggero SALVATORE
  • Luigi SALVATORI
  • Sergio SAVIANTONI
  • Anna SCAGNOLI
  • Angela SCATOLINI
  • Mattia SERINO
  • Angela SOTGIA
  • Claudio SPADA
  • Teresa STANKIEWICZ
  • Stefania STECCHI
  • Vero STRANO
  • Pino TERSIGNI
  • Oscar TIRELLI
  • Giampiero TOCCACELI
  • Freddy TOLEDO
  • Massimo TOMASINO
  • Giulio TOMASSI
  • Ezio TRANTELLI
  • Sergio UBERTI
  • Paolo VENEZIANI
  • Alberto VESPAZIANI
  • Giuseppe ZINGARETTI
  • Mauro ZIROLI

Gemellaggio storico "Cento Pittori Via Margutta" – Cerreto Laziale

Nel settembre del 2005 l'Associazione "Cento Pittori Via Margutta" organizzò una mostra a Cerreto Laziale con l'intenzione di portare in questo paese situato a pochi chilometri da Roma l'atmosfera che si respira nella celebre strada che negli anni passati fu culla di pittori e artisti.

L'entusiasmo generato dall'esposizione fu tale che venne spontaneo al Presidente dei Cento Pittori, Alberto Vespaziani, proporre una mostra permanente degli artisti dell'Associazione in un esclusivo ambiente che sarebbe stato dedicato dal Comune esclusivamente a loro. La proposta ebbe subito un'entusiastica approvazione da parte delle istituzioni e della cittadinanza di Cerreto Laziale. Oggi questo significativo disegno artistico-culturale ha preso corpo definitivamente e ad una manciata di chilometri dalla Capitale, tra ubertosa vegetazione e mura antiche, grazie al gemellaggio storico tra l'associazione e la Galleria d'Arte moderna di Cerreto Laziale presieduta da Orlando Serpietri, sorge una vera e propria pinacoteca.

Qui di seguito gli interventi di alcuni rappresentanti della Pubblica Amministrazione chiamati per l'occasione ad esprimere le proprie sensazioni.

 Dal Campidoglio, 7 giugno 2006

Via Margutta a Roma è diventata, nel tempo, sinonimo di arte. Un luogo dunque non meramente topografico, ma nel quale la vocazione estetica di questa città eterna si esprime nel muoversi delle forme artistiche, nel fatto di essere il "luogo" dei pittori. E, di questo luogo, l'Associazione "Cento Pittori" è senz'altro una delle anime, una delle forze che la sostiene, la corrobora con la passione dei suoi associati, con un'attività che ha fatto di questa via una vera e propria galleria a cielo aperto.

             Sono allora particolarmente felice che, grazie proprio a questa passione, "Cento Pittori" abbia portato lo spirito di Via Margutta a Cerreto Laziale, interpretando così una delle qualità "storiche" di Roma: quella di essere una città aperta, rivolta al mondo, disposta allo scambio e alla collaborazione culturale.

             Il mio saluto e quello dei romani va alla comunità di Cerreto assieme al ringraziamento agli amici dell'Associazione "Cento Pittori di Via Margutta", al suo Presidente Alberto Vespaziani, al Direttore della Galleria Comunale di Cerreto Laziale Orlando Serpietri, alle istituzioni che hanno permesso il realizzarsi di un'iniziativa che vede concretizzarsi in questo gemellaggio lo stretto rapporto tra Roma e il territorio Laziale. Tra Roma e l'arte.

Il Sindaco di Roma

Walter Veltroni

 Dalla Provincia di Roma

Il gemellaggio tra l'Arte Romana e la Galleria Comunale di Cerreto Laziale è un atto di straordinaria importanza non soltanto per il Comune, ma per tutto il territorio e per la Provincia. Viene cioè a prendere forma definitiva un ponte non provvisorio tra la vita culturale di una grande città come Roma e un nostro significativo, rappresentativo Comune.

E' mia convinzione che, oggi, il territorio provinciale, che per densità di abitanti è superiore a una città come Torino, e di poco inferiore alla popolazione di Milano, sia ricco di punti di eccellenza tanto in termini di propositività quanto di aspettative da parte dei residenti.

La Galleria Comunale di Cerreto Laziale, che custodirà ed esporrà le opere dei Cento Pittori di Via Margutta, si colloca come una vera e propria istituzione culturale, un centro propulsivo, per la molteplicità di iniziative che potranno essere offerte attraverso un nuovo e forte sistema di collaborazione. Altri Comuni, non soltanto nei confronti delle arti figurative, stanno proiettandosi a organizzare le loro istituzioni culturali. Sono segni tangibili di un progresso culturale che è destinato ad influire (per l'organica connessione che intercorre tra conoscenza e civiltà) sull'assetto sociale e sulla consapevolezza della cittadinanza.

Vincenzo Vita

Assessore alla Cultura della Provincia di Roma

  

Alberto Vespaziani - "L'animatore di via Margutta"

Il pittore "marguttiano" Alberto Vespaziani è nato a Roma nel 1927. Figlio di un funzionario statale della media borghesia capitolina, trascorre l'infanzia tra la natia via Frattina e la celeberrima Piazza di Spagna, definita da Giorgio De Chirico il "Centro del centro del mondo".

Alla fine degli anni '40 Alberto si diploma Allievo Ufficiale di Coperta presso l'Istituto Nautico della Capitale e inizia a "navigare" tra l'Accademia di Francia e la vicinissima via del Babuino.

La passione per la pittura figurativa lo porta poi a frequentare gli atelier d'arte di via Margutta, nonché gli studi dei pittori, Emanuele Pandolfini, Ugo Stacciali, Leonardo De Magistris, Gianni Testa e Novella Parigini, con i quali intrattiene una cordiale e sincera amicizia.

Nel 1973, a riconoscimento delle sue molteplici qualità intellettuali, viene eletto Presidente della famosissima Associazione Culturale dei "Cento pittori via Margutta", carica che tuttora detiene.

Attratto dalla figurazione, il pittore studia i modelli dei paesaggi classici europei tra cui John Constable, e sarà proprio quest'ultimo pittore inglese a ispirare i suoi dipinti migliori.

Con notevole entusiasmo, Alberto Vespaziani appronta numerosi bozzetti preparatori di genere naturalistico/realistico; rielabora i temi compositivi per giungere a un'originale composizione, condotta talvolta "en plein air".

Mirabile una sua recente opera del genere naturalistico, ora presente in una Ambasciata araba, in cui l'intero impianto compositivo è percorso da un'atmosfera cromatica stupefacente, capace di rendere, per mezzo della luce, le differenze selettive degli effetti chiaroscurali, ottenuti miscelando i colori in modo che possano specchiarsi l'uno negli altri.

La tecnica usata per la miscelazione e l'apposizione dei colori, unita a una particolare cura per il disegno, crea un originalissimo giuoco prospettico, il tutto appare inserito in un'atmosfera esteticamente idealizzata che consente allo spettatore di "entrare" nel quadro per fruire della natura nella sua interezza.

La pennellata, invece, pur essendo di alto contenuto espressivo, è quasi impercettibile in quanto non lascia traccia del gesto dello strumento e ciò a sottolineare la morbidezza della mano.

Altri temi raffigurati dal maestro sono i fiori di serra, le nature morte e le marine tirreniche; raramente dipinge la figura umana. La tecnica pittorica, però, rimane legata al genere realistico, anche se i colori sono più tonali: appaiono infatti nelle composizioni i rossi di terra, gli ocra/giallorino e gli azzurri marini.

Predilige dipingere ascoltando la musica sinfonica di Beethoven e Wagner, mentre nei momenti di distensione preferisce il genere Jazz di Luis Armstrong.

Antonio Sorgente

Critico d'Arte

Ufficio Stampa "Cento Pittori Via Margutta"

paola_pacchiani@yahoo.it

 

 

 

Renzo Vespignani, Ugo Attardi, Ennio Calabria

 

Roma- Edarcom Europa Galleria D'Arte Contemporanea

 

Dal 30 settembre al 21 ottobre 2006

 

Dal 30 settembre al 21 ottobre, la Galleria d'Arte Contemporanea Edarcom Europa, ospiterà una mostra dedicata a tre dei più importanti Maestre contemporanei emersi nell'ambiente culturale romano dell'ultimo secolo: Renzo Vespignani, Ugo Attardi ed Ennio Calabria.

 

Roma - Via Macedonia, 12/16

Orari: dal lunedì al sabato ore 10.30/13.00 - 15.30/19.00

Ingresso libero

Info: tel. 06.7802620

 

La mostra, patrocinata dal IX Municipio, vuole essere un omaggio della galleria a tre Maestri che, uniti negli anni '60 dall'esperienza de "Il pro e il contro", hanno poi continuato ad evolvere, ciascuno nella propria individuale espressione, fedeli al linguaggio della pittura volta alla ricerca di una figurazione contemporanea, segnando con un contributo tra i più significativi, la più onesta storia dell'arte.

 

 

Raffaello da Firenze a Roma alla Galleria Borghese

Il Trasporto di Cristo al sepolcro e altri capolavori

Dal 19 maggio fino al 27 agosto 2006

P.zza Scipione Borghese, 5 Roma - Tel. 06.32810.

Prenotazione obbligatoria

 

 

 

L'Annunciata di Antonello da Messina

 

Un capolavoro tra i capolavori del quattrocentesco genio siciliano in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma dal 18 marzo al 25 giugno 2006.

 

 

Orari: da domenica a giovedì h. 10,00/20,00. Venerdì e sabato h. 10,00/22,30. L'ingresso è consentito fino a un'ora prima dell'orario di chiusura. Prenotazione obbligatoria per gruppi e scolaresche - Info. tel. 06.39967500

 

Where are we going?

 

Dopo un periodo di chiusura per restauro, riapre al pubblico Palazzo Grassi a Venezia con una imponente mostra di opere scelte dalla Collezione François Pinault, oggi proprietario di Palazzo Grassi. La mostra curata da Alison M. Gingeras, propone opere dal dopoguerra e comprende varie correnti artistiche tra cui la Scuola di New York, l'Astrattismo Europeo, l'Arte Povera, il Minimalismo, il Post-Minimalismo e la Pop Art.

Per maggiori informazioni www.palazzograssi.it

Palazzo Grassi - Venezia - 1.5.06 - 1.10.06

 

 

Galleria Crispi  di Gallia Kroumova Trulli

Via Francesco Crispi, 32/a – Roma

 

 presenta dal 23 settembre al 19 ottobre 2006

Pier Domenico Magri

Personale di pittura

a cura di Gallia Kroumova Trulli

apparato critico in catalogo a cura del Prof. Fortunato Orazio Signorello

presentazioni di:  Francesco Giulio Farachi – studioso e critico d’arte

Augusto Giordano – giornalista RAI e cultore d’arte

 

Un istinto di libera creatività, forza di passione e d’intelletto, si sprigiona nelle tessiture cromatiche, sulle tele di Pier Domenico Magri. L’artista lombardo è una delle personalità contemporanee che con maggiore sicurezza ed originalità ha elaborato e definisce un modo innovativo di fare arte informale. Non è un caso che, nel segno della elevata qualità e rilevanza degli eventi proposti, la Galleria Crispi apra la stagione autunnale delle sue personali proprio a partire dai colori di Magri, con inaugurazione sabato 23 settembre. Una carriera, quella di Magri, che si è andata consolidando via via, dai giovani inizi e dalle frequentazioni con maestri come Carrà e Crippa, fino alle numerose personali, alle manifestazioni ed alle partecipazioni prestigiose, come quelle, e veramente per riportare a caso, all’Art Expo 2001 Manhattan di New York, o al Centre Culturel “Christian Peugeot” di Parigi, alla XV Biennale Nazionale di Pittura di Modena, al Museo dell’Opera della Reggia di Caserta, o all’Accademia Federiciana di Catania. La critica d’arte ha firmato giudizi di apprezzamento ed interesse con i nomi di Vittorio Sgarbi, Ernesto d’Orsi, Plinio Sidoli, Sabino Cersosimo, Angelo Mistrangelo, Nuccio Mula, ed anche in questo caso, solo per citare alcuni fra molti. Ora, con la mostra alla Crispi, Pier Domenico Magri espone anche nella città di Roma la sua individualissima espressione, la sua visionaria poetica, il suo percorso fra segni e colore. La sua pittura è un fraseggio fantastico, onirico, è un modularsi di irruenti stesure cromatiche con minuziose orditure d’incisioni e rilievi, quasi fossero impeti d’emozione che si oppongono e si compongono in un gioco di avvicinamenti e separazione. La forma non scompare del tutto, si fa allusione e illusione, si contrae in cellule di materia e segni, l’immagine si dissolve in una suggestione. Quello di Magri è un mondo scomposto e reinventato nel colore, non tanto come memoria o simulacro del reale, ma piuttosto come scoperta ed emersione di una diversa realtà, di una diversa, personalissima, esperienza della vita. È una realtà che si nutre di visioni intime, sottratte al rigore freddo e controllato dell’oggettività, che esplodono in una poetica delle emozioni e della natura. Al tempo stesso, è una realtà che non può rimanere chiusa in se stessa, ma che splende alla ricerca di una manifestazione liberatoria, di comunicazione e partecipazione, di una complicità da intessere con chiunque abbia intuizione e cuore da mettere in gioco.

(francesco giulio farachi)

Info mostra

Dal 23 settembre al 19 ottobre 2006

Inaugurazione sabato 23 Settembre 2006 – ore 18,30

L’artista sarà presente in galleria

Ingresso gratuito – catalogo in galleria

Galleria Crispi – Via Francesco Crispi, 32/a – 00187 Roma

Tel. 06 42014315 – 06 6797232

www.galleriacrispi.it       info@galleriacrispi.it 

orari Galleria

dal Lunedì al Sabato h. 10,00 – 13,00 / 15,30 – 19,30 

 

E SE URLSASSI IN SILENZIO?

collettiva a cura di Emanuele Catellani

artisti: Candido Baldacchino, Pietro Bologna, Davide Carrari, Emanuele Catellani, Nicola Digirolamo, Flaviano Poggi

testo critico di Claudia Giraud

 

dal 29 settembre al 21 ottobre 2006

inaugurazione: giovedì 28 settembre 2006 - dalle ore 19,00

orari: dal lunedì al venerdì - dalle 15 alle 19, sabato solo su appuntamento, domenica chiuso

 

ZUMA [foto+grafica] - via Monginevro 1/bis - 10138 Torino

tel: +39.011.3821180  fax: +39.011.3821170  

mail: info@zumagallery.com

 

Qualcuno sa com'è fatto il silenzio? Si conosce, invece, la conformazione e l'estetica dell'urlo? Sono differenti? O sono molto simili?

Urla silenziose. Stati d'animo repressi. Paesaggi caotici, ma silenti. Sono i soggetti delle opere fotografiche esposte nelle sale di Zuma per la collettiva "e se urlassi in silenzio?"

Fulcro della mostra due entità estreme e lontane fra loro: l'urlo e il silenzio. Ogni artista si è calato nel ruolo, ha occupato uno spazio della galleria e l'ha fatto suo, dando vita a situazioni differenti. Vicinissime, ma completamente diverse. E' il modo differente di percepire abitualmente il silenzio e l'urlo, la rassegnazione e lo sfogo, la passività e la partecipazione, che porta alla propria visione personale. Due sentimenti e due sensazioni che dissociano, ma che sono strettamente collegate fra loro. Due realtà, ma la stessa entità. Due rami, ma la stessa radice.

Il medesimo sfogo, quindi, ma espresso con diversi occhi. Si passa dall'ironia di Davide Carrari all'immobilità di Candido Baldacchino; si continua con la visione calma, ma tagliente di Nicola Digirolamo e la denuncia di Pietro Bologna; per finire con la percezione grottesca di Flaviano Poggi e la staticità temporale e fisica di Emanuele Catellani.

"e se urlassi in silenzio?" vuole essere uno sfogo a cielo aperto verso i paradossi che accompagnano abitualmente la nostra esistenza. Immersi, anche involontariamente, nei canoni occidentali e del consumo imposti dai mass media e dal denaro, siamo circondati da diverse forme di assurdità parossistiche. E' per questo motivo che, una volta consci, urliamo la nostra rabbia, la nostra indignazione. Ma è un urlo ormai debole, stanco, accasciato, sfibrato "sostanzialmente silenzioso."

 

 

 

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