|
L'Eduardiana
è nata del 1975 nell'ambito dell'attività del CRAL del Banco di
Napoli di Roma. Dopo alcuni anni nacque un sodalizio con il Circolo
Montecitorio per la presenza nel gruppo di alcuni elementi facenti parte
dell'amministrazione della Camera dei Deputati: il successo di pubblico
ottenuto sinora è dovuto soprattutto alla napoletanità di tutti i
componenti del gruppo, che rispettano rigorosamente la purezza del
dialetto e la gestualità. Dal nome dato alla Compagnia si può facilmente
intuire che tutto è cominciato per il grande amore verso il Teatro di
Eduardo, unico ed insuperato interprete dell'animo napoletano.
La
compagnia ha vinto il Premio delle Muse nel 2005 presentando "Questi
fantasmi" alla IX edizione della Settimana del Teatro di Base.
"Bene
mio, core mio" - Note di regia di Bruno Capobianco
Eduardo,
nel rappresentare la commedia lontano da Napoli, sentì il bisogno di
spiegare l'espressione napoletana del titolo, che è anche il tema del
lavoro: "Bene mio e core mio è l'espressione abituale con la quale
la gente del mio paese diagnostica e sintetizza ironicamente il tiro
mancino che di sovente viene praticato ai suoi danni da una insospettabile
persona di famiglia che, valendosi ipocritamente dei legami di sangue,
nell'assestare il colpo, non solo si fa attenta nel prodigare tenerezza,
affetto e bene disinteressato, ma riesce altresì a far risultare lo
spirito di sacrificio che determinò il suo gesto, nonché la colpa totale
e l'intera responsabilità delle conseguenze che ne deriveranno a carico
del congiunto danneggiato".
La
commedia fu rappresentata per la prima volta l'11 novembre 1955 a Roma al
Teatro Eliseo. Con "Bene mio, core mio" Eduardo abbandona i
discorsi complessi e la vena moralistica per riportare in scena alcuni dei
più umoristici e caratteristici "tipi" partenopei. Questa
commedia, di sapore prettamente napoletano, denuncia ancora una volta la
labilità dei legami familiari di fronte all'egoismo individuale, ma, a
differenza delle altre che trattano lo stesso argomento, in questo dramma
familiare viene ricoperto con una patina di pura comicità di vena
napoletana.
|