A Davide... mio padre.
E il tempo
scivola via lentamente...
lo sento
scorrere sulla pelle,
lungo la
schiena, eccolo... č un brivido gelido.
Conto i segni
lasciati come solchi d'aratro sulla terra,
sul tuo volto
di uomo, nell'anima di padre,
nell'affanno e
fatiche di sposo e compagno di vita.
Una profonda
malinconia mi pervade e attendo il mattino
per ritrovare
la luce...
ansiosa che la
speranza diventi certezza.
Solo ora cerco
le tue mani callose e vorrei tenerle tra le mie...
come non mai.
Sempre strette
distrattamente, a volte, forse, provando anche vergogna e avendo il timore
di farlo.
Ora il cuore
mi fa male, ho visto la roccia sgretolarsi.
Il tramonto ti
ha colto forte per noi, ma stanco...
a me chi darā
la forza?
Quanto tempo
dall'ultima volta papā...
ma oggi e per
sempre voglio dirti...
ti voglio
bene.
(2 luglio 2005)
A mio padre, Uomo e Alpino, dedico anche questa frase inviatami da Oscar
Barcella, alpino e mio nuovo amico...
