Torri Gemelle e Pentagono che
vanno... “numeri gemelli” e “pentagramma” che vengono
Con la Flagellazione di
Piero (illustrazione
2) comandano i tre pilastri della struttura ove Gesù viene torturato,
come voler legare la santità preparata dal maestro per i suoi apostoli e di
quelli dopo di loro, attraverso la sofferenza e al limite il martirio.
Perciò la Sezione Aurea (geometricamente la distanza fra il pilastro della
flagellazione e l'altro a destra), è il segno di questa santità che è poi
tradotto nell'iconografia con il caratteristico circolo o ellisse dell'
aureola. È chiaro come il sole che la simbologia usata da Piero è di un'
efficacia estrema per accostare la croce alla Sezione Aurea con gli
imprenscindibili noti rapporti geometrici: “dimostrazione di superfici e di
corpi”. (3d)
Fin qui nulla che possa far trapelare attraverso la pittura, se non in modo
adombrato (vedi il volto della Madonna del Parto,
illustrazione 7, «percorso da sottili asimmetrie e da una vibrazione
inquieta che si condensa nello sguardo sfuggente sotto le palpebre
socchiuse: pur nel suo isolamento divino, la futura madre di Gesù appare
conscia del suo stato e dolcemente assorta nel mistero dell' incarnazione»).

Illustrazione 7: Piero della Francesca:
Madonna del Parto. Il volto della Madonna «è percorso da sottili
asimmetrie e da una vibrazione inquieta che si condensa nello sguardo
sfuggente sotto le palpebre socchiuse: pur nel suo isolamento divino, la
futura madre di Gesù appare conscia del suo stato e dolcemente assorta nel
mistero dell'incarnazione» (Tratto dal libretto della serie Art
Book, «Piero della Francesco», edizione Leonardo Arte).
Ma non si può evitare di
rivisitare tutte le opere di Piero della Francesca e la sua stessa vita alla
luce delle mie nuove concezione del sorpasso della Sezione Aurea che ho
esemplificato con nell'illustrazione
6.
Però sentite questa mia breve storiella che sintetizza il suddetto sorpasso
della Sezione Aurea giusto in stretta relazione dell'Arte di cui l'uomo
stesso è protagonista.
Ricordate il «pertugio» infero dantesco, uno per ogni attimo della vita che
fugge via? Ecco l' artista che qui si fa strada: è il matematico del Dna dei
numeri di Fibonacci, con la corona della Sezione Aurea.
Ma si viene a scoprire che il problema della Sezione Aurea non si esaurisce
a ciò che tutti sanno attraverso la nota formuletta phi = 2/(1+√5), se non
fosse per la Trigonometria!
Phi (0.61803...), in trigonometria, corrisponde al seno di un angolo e
insieme a lui ci sono il coseno, la tangente (e cotangente) che, con nostra
meraviglia, risultano uguali fra loro (gli eterni mascolino e femminino).
Però questi “due”, sono come fissati in una sorta di Nirvana e la vita
cesserebbe se non fosse per il lucifero della perfetta circolarità, pi
greco, che trigonometricamente tradotto in seno (0,61766...) è quasi accanto
a loro.
Succede che nel passaggio fatale la coscienza va in frantumi che, però, si
salva, anche se disunita, celandosi nei “due estatici” liberi di varcare la
soglia. Ecco com'è che la vita progredisce (ricordate il racconto omerico di
Ulisse e i suoi compagni che riuscirono a salvarsi abbarbicati alle pecore
di Polifemo!).
Resta un'ultima cosa da approfondire, quel “seno” aureo posto in relazione
all'Ave Maria dello scritto in versi sopra trattato.
Vedo Piero accingersi a dipingere la Madonna del Parto preso dal farlo
“poeticamente” con la sua solita mano di grande artista e far diventare i
suoi tratteggi strumenti melodiosi al punto da farli udire a chi si dispone
ad ammirare il volto della Vergine, decisamente il polo di convergenza della
visione. Ma è in lui quella sofferenza che trapela come una tempesta da quel
volto a causa della sua matematica che egli vorrebbe che fosse presente. La
croce di questo stato è pesante, ed è tale da disporlo ad implorare la
stessa Vergine in lui di partecipare al sacrificio da compiersi, così come è
disposto nella flagellazione con lo schema della Sezione Aurea.
È possibile una cosa del genere con la Madonna del Parto? Sì lo è, e forse
Piero della Francesca lo ha posto in atto magistralmente servendosi del
perfetto ovale del volto della Vergine. Si guardi l'illustrazione
8 ove è rappresentato l'ovale conforme al volto in questione. Se nella
Flagellazione l'unità corrispondeva alla distanza delle due colonne
principali, qui l'unità corrisponde al tratto AC di congiunzione delle
intersezione degli assi, nell' ordine, minore e maggiore con l'ovale,
l'ellisse per la precisione.

Illustrazione 8: Si tratta
dell'analoga geometria dell'angolo aureo riportata nella figura sopra. Qui
si evidenzia la rappresentazione di una superficie piramidale che è la
stessa come modello della
Piramide di Cheope d'Egitto.
Il valore della Sezione
Aurea non è altro che il semiasse minore. Il resto della geometria, non era
d' interesse per Piero giacchè nemmeno oggi questo lo è, se non attraverso
le mie concezioni che si rifanno alla trigonometria.
Ora si deve convenire che può essere verosimile quel che ho detto con gli
ultimi rabberciati versi suddetti sul “seno” dell'“Ave Maria”. Se così è,
dove il riparo segreto del “frutto suo” se non in un radioso ed amabile
“cielo”, «presso Dio»? (8)
Guarda caso - ma quanti! -, anche qui due luoghi che sembrano diversi ed
assai lontani: un adorabile “mento” (con la solita “fossetta” comune col suo
autore) ed un nuovo mondo oltre il mare delle due colonne d'Ercole, «San
Salvador ove approdò il 12 ottobre 1942 con la caravella Santa Maria insieme
alle altre sue “ancelle” di viaggio e con il loro capitano, “Cristoforo
Colombo”. Un gioco di parole per beffare il “drago rosso” dell'Apocalisse e
con lui i saccenti dottori increduli delle Arti e delle Scienze di tutti i
tempi?
Il “cielo” del supposto “riparo” non ha armigeri ma immaginari “putti” alati
che si dilettano col “gioco”,
ma per i riottosi fanno sì che diventi un “giogo”.
(8,
illustrazione 9)

Illustrazione 9:
Alessandro Bonvicino detto il Moretto (1498-1554): particolare
«Incoronazione della Vergine con i Santi Giuseppe, Francesco, Nicola e
l'Arcangelo Michele» del 1534. Un volto trasognato di “donna” fra i
“putti” celesti al riparo del “dragone rosso” dell'Apocalisse? Vedasi il
mio studio «L'Arcangelo
Michele del Moretto» esposto nella rubrica di questo sito.
Dunque per finire, dove
rintracciare i “putti” del “DUX” di Piero, se non col magico “gioco” della
sua particolare geometria. E dove gli altri “putti”, quelli del “DVX” del
sommo Poeta Dante col “gioco” dei “numeri” da lui indicati? Giammai con la
ragione degli adulti ma degli infanti! Si scoprirà che essi son versi che
parlano di certi altri “due” da onorare. (4c)
Leonardo che si definiva «omo sanza lettere» criticava i «trombetti» della
cultura, coloro che a sostegno delle proprie tesi invocano l'“autorità” del
pensiero “consolidato”, esercitando “la memoria e non l'intelletto”. Le cose
“narrano” ed è questo il vero “Senso delle cose”. Un poliedro complesso, un
volto, la grafica di nuove lettere sono frasi di un discorso che assume un
significato. Come va inteso? “A ciascuno il suo”: non in senso retributivo e
di equità del dare, ma di ricezione.
Il mio sito è una iniziativa di diffusione della questione attributiva, ma
anche una verifica che trascende lo stato dell'arte valicandone il termine.
Qui si parla dell'Arte con la quale ogni concezione dell'universo è stata
posta in essere.
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