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A
mia madre
Non
sempre il tempo la beltà cancella,
o
la sfioran le lagrime e gli affanni;
mia
madre ha sessant'anni
e
più la guardo e più mi sembra bella.
Non
ha un detto, un sorriso, un atto,
che
non mi tocchi dolcemente il core!...
Ah!
Se fossi pittore:
farei
tutta la vita il suo ritratto.
Vorrei
ritrarla quando china il viso
perch'io
le baci la sua treccia bianca,
o
quando, inferma o stanca,
nasconde
il suo dolor sotto un sorriso...
Ma
se fosse un mio pregio in cielo accolto,
non
chiederei del gran pittor d'Urbino
il
pennello divino
per
coronar di gloria il suo bel volto,
vorrei
poter cangiar vita con vita,
darle
tutto il vigor degli anni miei,
veder
me vecchio, e lei
dal
sacrificio mio ringiovanita.
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