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Streptococco, chi è costui?
Ogni tanto
arriva in studio una telefonata allarmata: “a scuola di mio figlio hanno
esposto un cartello perché c'è stato un caso di streptococco, che devo
fare?”, altre volte qualcuno consiglia di fare i tamponi faringei a tutti i
bambini perché “gira” lo streptococco!
Ma cos'è
questo streptococco?
E' un
microrganismo (batterio) molto diffuso e di cui esistono numerosi
ceppi, il più temuto è quello denominato “beta emolitico di gruppo
A”. Effettivamente costui ha fatto di tutto per meritarsi la brutta fama
che lo accompagna: responsabile di infezioni delle alte vie respiratorie
(tonsilliti, faringiti) della pelle (impetigine) e di malattie esantematiche
(scarlattina, IV malattia), è noto per le complicazioni che a tali infezioni
possono seguire, a carico di articolazioni (reumatismo), cuore
(insufficienza mitralica – soffi), reni (nefrite).
Cerchiamo
di mettere un po' di ordine nelle numerose informazioni che lo riguardano.
Le
complicazioni sopra esposte sono possibili solo dopo una infezione primaria,
in genere a carico delle tonsille, che difficilmente passa inosservata,
inoltre è necessaria la concomitanza di fattori individuali ed ambientali:
non è un caso se negli ultimi trenta anni grazie alle migliorate condizioni
socio-culturali la loro frequenza si è ridotta di dieci volte, passando da
un caso ogni 500 infezioni ad uno ogni 5.000.
Lo
streptococco è sensibile agli antibiotici: per fortuna non ha imparato come
altri suoi “colleghi”a sviluppare resistenze.
L'infezione non lascia immunità permanente: è possibile ammalarsi più di una
volta.
In alcuni
casi anche dopo una terapia antibiotica lo streptococco può rimanere ospite
del cavo faringeo di alcuni soggetti: si tratta dei portatori che, è bene
precisarlo subito, non corrono alcun rischio e sono scarsamente contagiosi.
In base a
quanto esposto cerchiamo ora di stabilire delle norme di comportamento utili
e razionali.
Innanzitutto è inutile sottoporre tutti i bambini a tamponi faringei quando
un loro compagno di scuola o di giochi si ammala a causa dello streptococco,
a meno che non siano già presenti anche in loro segni di infezione;
analizzando tutti non faremmo altro che individuare degli innocui portatori
che comunque non andrebbero curati.
Cosa fare allora?
Consultare il pediatra o il medico di famiglia in caso di sospetta infezione
(mal di gola con o senza febbre, “puntini” rossi sul corpo o nella bocca,
lingua con l'aspetto di una fragola, infezioni della pelle). Il medico in
base all'esame clinico, che spesso è sufficiente, oppure con l'aiuto di un
test rapido o di un tampone faringo-tonsillare in laboratorio, deciderà se
instaurare o meno una terapia antibiotica; quest'ultima dovrà essere
eseguita correttamente con le dosi e per i giorni indicati anche se si è
apparentemente guariti. Al termine della terapia non è necessario ripetere
il tampone perché, come detto all'inizio, non esistono streptococchi
resistenti agli antibiotici.
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