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Il pane d'Italia

    Se il nostro "stivale" fosse fatto di pane lo mangeremmo in mille modi diversi, tranne i nostri figli che purtroppo non ne vogliono mai assaggiare, a meno che non riusciamo a spalmare qualche fetta con della "Nutella" e allora li vediamo cedere senza resistenza alcuna e dire che non c'è biscotto che tenga al posto di una bella zuppa di latte con il pane.  Quindi mille modi, o forse no, ma sicuramente in più di duecento tipi di pane si. Impossibile descriverli tutti ma, regione per regione, si cercherà di dare una descrizione della nostra produzione più tipica.

    Da sempre il pane è l'alimento principale dell'uomo, difficile trovare una tavola dove esso non accompagni i nostri pasti. Fin dall'antichità è stato prodotto con diversi tipi di cereali e tuttora, in diversi paesi del mondo, viene lavorato secondo le tradizioni del luogo. Avviata la procedura della raccolta dei vari cereali, pulitura e macinatura si sono messe a punto le varie tecniche per ridurlo in farina. All'inizio i cereali venivano pestati nei mortai e la farina impastata a mano con l'acqua. Poi arrivarono i mulini ad acqua la cui forza azionava delle grosse macine di pietra o venivano utilizzati animali da soma, prima ancora la forza delle braccia umane. E, anche qui, come nel precedente racconto, ricordo il mulino ad acqua di proprietà di mio nonno, unico luogo di macinatura collettiva del piccolo nucleo nelle montagne abruzzesi.  I suoi compaesani ma anche quelli dei dintorni vi si recavano per la macina del grano o del farro, ma anche di cereali come i ceci e fino alle castagne. Erano altri tempi e il pagamento per la prestazione d'opera avveniva in cambio di una piccola parte del prodotto appena macinato.

    La produzione di pane più abbondante e popolare si ricorda al tempo dei Romani. Essi cuocevano il proprio pane in casa impastandolo direttamente con acqua e farina, il lievito non era ancora conosciuto. Sembra che siano stati gli Egizi per primi a scoprire per caso la lievitazione dal momento che lasciavano l'impasto all'aria per cuocerlo il giorno dopo. I greci invece furono i primi ad aggiungere altri prodotti come il latte ad esempio o alcune spezie. Nel periodo feudale invece, il pane era ad esclusivo uso e consumo dei signori, mentre la popolazione in pieno periodo di carestia  ricorreva all'utilizzo di altri cereali come appunto il farro, l'orzo, la segale... Si arriverà al Rinascimento per l'introduzione del lievito di birra nella panificazione e siamo arrivati ai giorni nostri riscoprendo quei cereali una volta considerati "poveri" per apprezzare le loro proprietà ed avere dei prodotti di grande qualità.

    E allora, pane bianco, pane nero, pane al sesamo, alle olive, alle noci... e ancora pane di mais, ai fiocchi d'avena, pane al miele... oggi è stato arricchito con l'aggiunta di vitamine e minerali, introdotto nelle diete, tolto dalle diete... ma che tavola sarebbe la nostra senza la presenza di questo straordinario alimento? 

Il pane delle regioni italiane

 

 

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